Da dove iniziare

pecoraelibri-02Da dove cominciare per affrontare la creazione di un business online?

Quando si dice una domanda da un milione di dollari, eccola qui.

Senza andare troppo per i fronzoli, veniamo diretti al dunque.

Ci sono più modi per creare un sito web, ovviamente.
Il più semplice e primo fra tutti è quello di prendere un portale che ti permette di aprire un blog free, scegliere l’argomento e poi iniziare a scrivere. Se hai una passione che ti brucia dentro sull’argomento probabilmente avrai anche un discreto successo in termini di afflussi e di contatti e se impari a monetizzarlo un po’ ci si può guadagnare bene.

Quando c’è passione, la gente attrae facilmente chi ha davvero la stessa passione e quindi con un blog free è facile arrivare senza rendersene conto alle 500 / 1000 visite al giorno in un tempo abbastanza contenuto.

Seppur questa affermazione sembri incredibile, conosco molte persone che guadagnano e vivono così senza nessuna conoscenza di strategie, linguaggi e tecniche.

Nel corso del nostro viaggio vedremo anche queste strategie, linguaggi, tecniche etc.., però il nostro scopo è molto più ampio quindi andiamo avanti e vediamo cosa altro ci offre il mercato.

Un approccio pratico al web

Ok, presumo che quello che vuoi sentirti dire è come fare un guadagno da casa, un sito o un business online senza avere le cose descritte sopra, o forse senza ancora averle scoperte in te.

Come iniziare a guadagnare da casa senza sapere di cosa scrivere, senza sapere come usare il web, come si fa SEO (posizionamento sui motori di ricerca), come diffondere i contenuti, salire su Google, installare un sito, scrivere in un blog, etc..

Ho toccato il punto? Ok, ci siamo, quindi respira e da subito devi sapere che attualmente grazie a me e quindi a pecoramannara ci sono moltissime persone che sono partite da zero, senza avere nessuna competenza, o minima, hanno iniziato il loro business e hanno successo e quello che insegno qui è quello che ho insegnato a loro, niente di meno, anzi forse qualcosa in più.

Tra i miei più stimati allievi ho persone di 50 anni, ragazzi di 22, mamme, casalinghe, assicuratori, rappresentanti che sono diventati rappresentanti digitali, aziende piccole e grandi che hanno iniziato la loro diffusione o l’attività online, promotori di servizi e prodotti, persone che si occupano di network marketing, gente che guadagna andando in vacanza (questo ti piacerebbe  e ne parleremo), trader (eh già,… ho avuto modo di guadagnare anche con il trading online nella mia vita, ma non è di questo che parleremo, noi vedremo qualcosa di più serio, più redditizzio, più duraturo, molto meno stressante e che costa decisamente meno), e ancora tanti tanti tanti altri.

Quindi come vedi non importa chi sei, cosa sai e quanto sai, anzi se devo dirla tutta, direi che meno sai e meglio è, perchè sei una mente aperta e fresca che ancora non è condizionata da questo mondo che troppe volte è tanto tanto ingannevole.

Anche se non si ha esperienza, e si parte da zero, quello che si andrà a fare, che normalmente si chiama “guadagnare online” da casa, o dalla tua azienda che sia, dovrebbe essere chiamata con il suo nome, o meglio con il nome di chi lo vuole fare seriamente cercando un risultato vero.

Quindi da ora in poi lo chiameremo Business online.

Business online non significa avere un azienda e metterla online, può certamente significare anche questo, ma significa, nell’ampiezza del termine: Creare un sistema per fare soldi online. Poi quanti soldi questo dipende da te, se hai o avrai un’azienda anche questo dipenderà da te, fare soldi online non ha niente a che fare con quella che è la struttura o l’invesitmento, che sono solo conseguenze di quello che facciamo.

Tutto e proprio tutto quello che riguarda il business online è a mio parere solo metodo.

In pecoramannara prenderò in esame gli approcci al business online che considero più seri e concreti di cui ho esperienza, mettendo per primo chiaramente quello che a mio avviso è il vero ed unico approccio che voglio insegnare tramite questo blog per fare davvero un business online serio e duraturo.

Perchè posso parlare di questo?

Da sempre conosco i computer e ho visto nascere internet mentre ero connesso online quando ancora internet non c’era, quindi l’esperienza non mi manca, e oramai da 10 anni seriamente vedo il mondo del business online dove sono i soldi. Ho conosciuto persone eccezionali nella mia vita, grandi Internet marketer, grandi trader, grandi SEO e ho avuto modo di lavorare con molti di loro, e io in prima persona faccio questo di professione, e sono molto soddisfatto dei miei risultati, quindi dovresti darmi ascolto.

Sopratutto perchè io sono un ingenuo che si è fatto l’esperienza restando spesso e voltentieri ingannato dalle false promesse di molti GURU, ma proprio per questo in pecoramannara i furbetti ce li mangiamo a colazione, qui si parla di roba seria, e te ne accorgerai perchè non ti faccio fare sondaggi per guadagnare, come dicevo prima qui parliamo di Business online, guadagnare da casa come gente che vuole guadagnare, non con le magie da guru.

Bene. Detto questo se sei sintonizzato su questa frequenza, donna o uomo, giovane o vecchio, dirigente d’azienda o casalinga, sprovveduto che non sa come accenere il computer o professionista SEO, qui troverai pane per i tuoi denti. Tutto quello che devi fare è desiderarlo seriamente.

Bene, entriamo subito nel vivo e per iniziare a fare internet seriamente il primo passo è svegliarci dal mondo digitale ed uscire da internet, buona lettura.

Le considerazioni che non si fanno mai

Per chi stiamo lavorando? Per google? Per il cliente? Per noi stessi?

Queste domande sono fondamentali perchè in realtà già porsi queste domande ci fa ragionare su quello che stiamo per fare.

Andando subito al sodo, scegliere un approccio SEO significa lavorare per Google, arriveremo velocemente in prima pagina di google e dei vari motori per una serie di parole chiave, ma, altrettanto velocemente, prima o poi perderemo tali posizionamenti e vedremo la curva delle visite e dei profitti cadere rovinosamente.

Usando un approccio al marketing, si cadrà facilmente nella trappola di seguire il marketing estremo e le regole che, a mio parere, fanno scappare il cliente.

Mentre seguendo un approccio al Business, si aumentano le probabilità di successo, ma secondo me, anche si lascia molto spazio alla possibilità di fallire, perchè la concentrazione viene continuamente orientata su quello che TU stai facendo e come mostrarlo agli altri, sebbene per mia esperienza questo funzioni meglio dei primi due, anche per Google.

Ma allora qual’è l’approccio migliore per creare un vero portale che guadagna online?

Vediamoli uno ad uno e facciamo una semplice analisi:

Approccio SEO a Google (Voto 7 ⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐)

Perchè dal mio punto di vista l’approccio a Google può avere un voto così alto ma non è un dieci?

Innanzitutto partiamo col dire che in realtà l’approccio SEO non è solo orientato a google, ma a tutti i motori di ricerca e sistemi di ricerca presenti sul web, però si prende in considerazione prima di tutto google, perchè essendo in effetti il motore più diffuso e più evoluto sul mercato, conoscere come approcciarsi (a volte “ingannare”) al suo sistema di valutazione (detto algoritmo di google) significa con poco sforzo riuscire ad ottenere buoni posizionamenti anche con tutti gli altri motori di ricerca, che in genere cercano o di rifarsi alle stesse metriche utilizzate da google, o addirittura sono basati su google stesso.

Parto subito dall’approccio SEO (ottimizzazione per i motori di ricerca) perchè, sebbene non sia il mio preferito (pur essendo io in origine un SEO), in effetti non è un approccio da sottovalutare dal punto di vista monetario.

Nonostante tutte le chiacchiere il terrorismo fatto da Google, le filosofie dei Guru, l’approccio a Google (orientato ad ingannare l’algoritmo) può portare buoni guadagni anche se è altamente probabile che non siano duraturi.

Il problema è che in questo caso si parla di SEO e ci sono moltissimi approcci SEO di differente entità, e se non c’è consapevolezza ed uno scopo ben preciso il risultato finale sarà pessimo, e l’unica vera possibilità che resta ad un SEO è o di fare il GURU o di lavorare per qualche web agency o SEO agency, ammesso che ci sia un futuro per queste strutture. (Ooops…)

Di certo però quello che deve essere tenuto a mente è che un approccio a Google è destinato a fallire, e quindi quello che sarà il lavoro di chi opera in questo modo è di combattere sempre una nuova guerra, trovare sempre nuovi business da fare crescere e poi vederli morire in un tempo più o meno veloce a seconda dell’umore di Google.

A mio parere è un dispendio di energie inutile creare un business fondato su questo approccio perchè non vale la pena spendere tanta energia per risultati il più delle volte legati alla fortuna di non essere penalizzati.

Però questo non significa che non ci deve essere nulla di SEO nella vita di un uomo da Web, ma di questo parleremo più avanti.

Il mio punto di vista, per l’esperienza acquisita in questi anni è che SEO, anche per gli stessi SEO, ha milioni di significati, spesso anche a seconda dell’esperienza, delle dimensioni del sito, e sopratutto del settore nel quale si opera, e dei soldi che girano in quel settore.

C’è il SEO PURO che si occupa di leggere i log del server (un file dove vengono registrati tutti gli accessi al sito, provenienza, durata della visita, pagine viste etc… ) e guardare linea per linea cosa stà accadendo al suo sito, (e spesso alla fine si orienta molto di più al cliente che a google), si preoccupa dell’assorbimento delle pagine da parte di Google (spesso lavora per siti di grosse dimensioni e quindi deve assicurarsi che google riesca a leggere, “assorbire” più pagine possibile), presta attenzione al comportamento degli utenti sul sito, corregge tutti gli errori 404 (pagine non trovate), e si occupa di mantenere una struttura snella, funzionante, senza intoppi.

C’è il SEO PROFESSIONALE che cerca di fare White Hat SEO (detta SEO cappello Bianco, cioè che mette in pratica solo tecniche white=bianco inteso come tecniche “pulite”), al massimo si sporca le mani facendo un po’ di Grey Hat ( “Grey” Grigio, per identificare il SEO che non mette in pratica tecniche troppo spinte, ma qualcosina di spinto lo fa comunque), sempre che ci sia un confine tra la white hat seo e la grey hat seo, si impegna a far condividere i contenuti sui social network (facebook, twitter, google+ etc..) da persone competenti e credibili nel settore, cerca di essere equilibrato con i parametri on page (tutti i parametri interni ad una pagina che la rendono adatta ad essere considerata di qualità da google e relativa ad un determinato argomento o parola chiave), fa pubblicare articoli di qualità da lui scritti su altri siti di partner che considera di qualità, con lo scopo di ottenere collegamenti al proprio sito (in gergo questa attività si definisce guest posting, e si fa per ottenere dei link in entrata al proprio sito, cioè dei collegamenti che dal sito del partner rimandano al nostro sito) per avere link di qualità (definiti link in trust cioè link ad alta credibilità, collegamenti da pagine che google considera di valore che trasmettono di conseguenza valore nostr sito), etc… etc…

C’è poi il SEO DA WARRIOR FORUM, che invece cerca continuamente di truccare l’algoritmo, vive di Link Building (attività volta a raggiungere un numero di collegamenti al proprio sito da parte di altri siti), analisi on page (in questo caso progettare delle pagine perfette per essere amate da google come pagine di qualità anche se di qualità non lo sono, solo per rispettare tutti i parametri che google richiede), Tier Link (strategie estreme per generare link che collegano altre pagine di link che collegano altre pagine di link, strategie white hat (cappello bianco), grey (grigie) e balck (nere) etc…

Poi c’è il BLACK HAT, che spesso segue settori come il Gambling (scommesse online e affini), Casinò, Pornografia etc.. settori che sono un mondo a parte, oppure il black hat (cappello nero) generico che compete in tutti i settori con tecniche molto spinte per posizonare il proprio sito, con risultati altalenanti.

Anche se non conosco nessun Balck Hat che sia sulla cresta dell’onda non dico che non sia possibile, ma di certo è difficile.

E poi c’è il SEO CONFUSO (credo il 90% degli operatori SEO), che non sa mai dove dirigersi, conosce tante regole, ne mette in pratica alcune di varie “tonalità” senza davvero sapere se stà esagerando o meno, legge e fa molta filosofia sull’algoritmo di google, a seconda di come sembra meglio per il settore ipotizza delle strategie, e magari ottiene anche qualche risultato senza però ottenere davvero quello che cerca, anche perchè spesso non ha chiarezza dell’obiettivo.

Non bisogna farsi ingannare dal fatto che un SEO sia o meno presente ad una conferenza come relatore, questo non è necessariamente sinonimo di serietà e competenza, ho toccato con mano SEO che alle conferenze parlano di studi mirabolanti per poi nel concreto non fare assolutamente nulla di più o di meno di quello che fanno tutti, a volte anche con scarsi risultati.

Come viene proposto l’approccio SEO normalmente?

In generale, nonostante le differenze di approccio alla SEO, il metodo parte sempre dall’analisi delle Keywords (parole chiave) che vogliamo conquistare.
Spesso viene sottovalutata l’importanza di dove attraverso queste parole chiave facciamo “atterrare” (Landing) il cliente nel nostro sito, e cioè quale sarà la prima pagina (Landing Page) che il cliente vedrà dopo averci trovato con quella parola chiave.

Non è un approccio da buttare, ma lo considero un approccio nevrotico, non permette di concentrarci sul business perchè occupa il 98% del tempo di chi stà lavorando sul sito, e non offre vantaggi a lungo termine perchè il rischio di penalizzazione è sempre alle porte, benchè conosca buoni SEO e io stesso abbia qualche sito che guadagna grazie a questo approccio.
Tuttavia i migliori risultati, anche di posizionamento non sono arrivati grazie ad un approccio SEO, dunque dal mio punto di vista è un approccio da tenere in considerazione, ma a cui dare il giusto peso.

La filosofia Google da Penguin in poi

Come non parlare della filosofia Google in questo caso?
Tutti sanno che Google è nato come strumento gratuito, un paladino della filosofia “web free”, dove tutti dovevano avere accesso alle risorse gratuitamente. Un mondo perfetto che però a mio parere non è durato.

Google oggi sempre di più è una faccia da Business, e credo che questo atteggiamento sia dovuto al fatto che non è più il solo ad avere il potere.

Facebook oggi ha raggiunto livelli di prestazioni così importanti che probabilmente se facesse il suo motore di ricerca scavalcherebbe google in un attimo, e google a differenza di Facebook “aveva” un problema, lo spreco di risorse.

Lo spreco di risorse economiche di google in una moltitudine di attività gratuite lo ha reso vulnerabile e dopo google plus è evidente che google non può arrivare ovunque, perchè nonostante il tempo e gli investimenti, non c’è da parte di google plus quell’esplosione che tutti aspettavano, e google plus costa.

Google negli ultimi anni ha cambiato il suo atteggiamento, l’orientamento del motore alle ricerche a pagamento (adwords) è molto più sentito, e si tagliano le risorse che non producono denaro, come google Reader chiuso di recente.

In realtà i progetti che Google ha chiuso sono molti di più e quelli che ha messo a pagamento ancora di più. Un recente esempio è Analytics che sembra avere un futuro come piattaforma a pagamento per le funzioni avanzate.
Insomma, guardando un po’ più in prospettiva sembra proprio che google vada verso i soldi, e come biasimarlo visto che facebook è fortemente concentrato su questa strada?

In effetti quello che accade ad un sistema quando cerca il denaro è quello di orientare i propri clienti verso le cose da comprare, e per non smentirsi (sempre a mio parere personale) anche google spinge i suoi clienti verso adwords in un modo un po’ subdolo, ma efficace, vediamo un esempio:

Ipotizziamo di essere un portale che fino a ieri per una determinata parola chiave ha guadagnato enormi cifre, se dovesse accadere che dall’oggi al domani questo mio primato viene perso, o ci fosse una politica del terrore che continua a dirmi che la SEO stà morendo e che presto o tardi se seguo quella strada verrò penalizzato, cosa sarà la prima cosa che farò?
Se la SEO non me lo permette o è troppo pericolosa, pago google per esserci ancora, l’importante è che i costi siano sufficientemente bassi da rendere il mio business comunque vantaggioso.

Dopo Penguin si dice che la link building sia cambiata, sia cambiato il valore dei link etc.. etc.., leggo tutti i giorni pagine di guru che ti preparano al penguin e tutte le filosofie sull’algoritmo che ricordo essere sempre e comunque segreto, ma in realtà sono tutte ipotesi, sebbene ben documentate da test ed esperimenti, non sono la regola, mai.

Se si fanno quattro veloci test, ci si rende conto che non è proprio così, il valore dei link sembra essere rimasto, chi faceva bene SEO prima continua a farla uguale adesso con gli stessi risultati, con una link building a prova di algoritmo si riesce a far salire il proprio sito comunque, io non ho cambiato il mio approccio alla link building, non ho mai fatto SPAM e seguendo su questa strada non ho visto sensibili cambiamenti nei miei posizionamenti, ma sembra quasi che un sito non possa più rimanere in prima posizione a lungo e in rete si trovano molti esempi di siti penalizzati, a meno che non abbia un marchio in trust e non sia spontaneamente ricercato dai propri utenti.
In questo caso penalizzarlo non porterebbe profitto.

Ho visto spesso testimonianze di siti che seppure sembrino sempre seguiti in modo diligente sono stati penalizzati per poi essere stati ripresi da google “a mano” a loro detta perchè l’algoritmo si deve assestare.

Io credo, più semplicemente, che si stia sperimentando per vedere le reazioni del pubblico, e quanto rapidamente si metta mano al portafoglio, ma è solo un ipotesi.

E’ una teoria, ma spesso quando ricerco in SERP (la parte degli annunci gratuita di google) mi rendo conto che sempre meno trovo quello che mi serve, e sempre più trovo siti di bassissimo valore posizionati, talvolta vere e proprie schifezze, e dal primo Penguin di tempo ne è passato, eppure questi risultati orribili restano, spesso anche siti che sono scritti in un italiano pessimo, se non addirittura ovviamente copiati ed incollati direttamente dal traduttore di google così alla buona.

Addirittura trovo siti che hanno solo l’introduzione dell’argomento e chi più ne ha più ne metta, tanto che a volte ho la tentazione di andare a cercare su Bing.

Ma approfondiremo questo aspetto in un’altra sezione del sito.

Approccio alle strategie di Marketing (Voto 6 ⭐⭐⭐⭐⭐⭐)

Anche le strategie di marketing prendono la sufficienza, però secondo me hanno un valore più basso, perchè dopo la terza volta che si trova scritto “Vuoi davvero conoscere il metodo segreto per guadagnare un milione di dollari in una settimana” ci si accorge che qualcosa non funziona.

Qui c’è poco in realtà da dire, se non che ci sono certamente ottime cose importanti da tenere presenti, perchè il marketing in realtà è tutto, solo che c’è marketing e marketing, e quando si cerca un approccio serio al marketing è bene tenere in considerazione che la headline milionaria può funzionare, ma non è l’approccio più serio per un business che deve durare nel tempo, sopratutto se si è un professionista serio, non sembrerà naturale scrivere frasi “di plastica”, anche se spesso queste frasi si rifanno a dei principi invece molto seri e profondi che è bene conoscere.

Purtroppo però nella stragrande maggioranza dei casi non si fa uno studio sui veri fondamenti del marketing, ma ci si ferma alla replica pura e semplice delle “strategie segrete” senza un vero e proprio piano e quindi anche qui ci si trova con un sito non ben posizionato a scrivere frasi aspettandoci che sia la frase a far accendere nella testa del cliente la voglia di comprare, perdendo di vista che abbiamo a che fare con persone come noi.

Per anni ho frequentato corsi di Guru della SEO e del Marketing immaginando alle loro spalle un mondo fantastico, per poi scoprire con il tempo che tanti, chi più chi meno, alla fine sono delle persone semplici che sgobbano duro a conferenze nella speranza di arrivare a fine mese.

In genere l’approccio al marketing online è comunque un prodotto centrico, e si cerca di creare qualcosa che, tramite “tecniche segrete”, messe su una landing page o con un sistema di email fatto per convincere, venda un prodotto.
Ma è un approccio che non è naturale e a mio parere le probabilità che crei situazioni disfunzionali è elevata.

Ci sono degli internet marketer che apparentemente con questo approccio guadagnano molto bene, ma analizzando il loro business, ci sono degli elementi interessanti da prendere in considerazione che non rientrano nella filosofia ufficiale, fattori che li hanno portati davvero al successo e si discostano ampiamente dal solo internet marketing puro, e in questo blog impareremo come analizzare ogni business in modo scientifico e come replicare seriamente business online per ottenere risultati veri e duraturi.

Approccio al Business (Voto 8 ⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐)

L’approccio al Business è un approccio effettivamente più efficace, ma parte dal presupposto che un business già ci sia offline e funzioni, oppure che qualcuno abbia già in testa come vuole il suo business, e quindi operi non per il sito internet o per google o per il marketing, ma per organizzare e rendere la sua idea nel mondo tramite un sistema in internet.

Questo modo di vedere le cose, rende il sito o una pagina facebook, o un qualsiasi sistema di comunicazione online, uno strumento, ed il business l’elemento principale.
Quindi si metteranno in atto tutte quelle strategie che in effetti renderanno il business effettivo, con un sito o senza.

Ho alcuni amici, un paio in particolare, che sono ottimi in questo tipo di approccio.

Il primo è già al secondo business che gestisce online con grande successo, e pensate, senza avere un sito. Tutto tramite Facebook ed email, ottiene il massimo della resa con una minima spesa.

Il secondo invece ha più siti che gestisce guadagnando molto bene, con la vendita in tutto il mondo di oggetti di artigianato locale e nonostante le poche conoscenze di SEO e di Marketing ottiene risultati eccezionali solo grazie al suo approccio al business.

In genere in questi casi abbiamo una persona che ha in testa cosa vuole fare, come vuole attirare il cliente, come mostrarsi, e si sente fortemente identificato nella personalità che vuole mostrare, come ad esempio un Life Coach, o il fabbricante di Scarpe Artigianali, o il produttore di Etichette, insomma, chi più ne ha più ne metta, ma in generale queste persone conoscono bene l’ambiente dove si muovono, o ne sono così attratti che per loro è normale parlare costantemente dell’argomento, usare i prodotti, analizzarli capirli, studiarli, capire le esigenze dei loro clienti, spesso perchè sono loro stessi clienti, e anche appassionati, tanto che più che spesso si sentono dire che il loro lavoro è il loro hobby.

In questo caso i contatti spesso arrivano da soli, nel senso che la passione di queste persone fanno loro respirare, vivere e mangiare tutti i giorni del loro business.
Diffondono inconsapevolmente il loro business costantemente, concentrando poi questo movimento tutto in un unico punto che può essere la pagina web, o la pagina facebook, o qualsiasi altro strumento congeniale allo scopo.

Approccio al Target Audience (Voto 10 ⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐⭐)

Qui mi volevi vero?

Esatto, considero l’approccio al Target Audience (Persona) il metodo più intelligente per fare business, sia online che offline. Se messo a confronto con gli altri metodi, tutti gli altri sistemi diventano accessori di questo sistema di business, e per sua naturalezza include tutte le caratteristiche vincenti che portano un business a diventare tale.

Per essere schietto e freddo nel dirla, come mi è stata mostrata la prima volta, è “trovare un motivo per cui una persona voglia separasi dal proprio denaro”.

Sembra una frase un pochino fredda, ma se la scaldiamo un po’ in realtà ha molti significati, e il significato che mi piace dare a questa frase è che il denaro delle persone è importante, e se si raggiunge una massa critica di qualità e desiderabilità in quello che noi siamo in grado di dare, questo diventa più importante per la persona stessa del suo stesso denaro.

E’ un approccio molto filosofico, ma in termini pratici si può tradurre in: “La gente compra quello che vale la pena comprare” o “Paga quello che ha senso pagare”.

Questo non è sempre vero, perchè spesso si comprano cose inutili, ma noi non vogliamo vendere cose inutili, vogliamo vendere cose utili, quindi le persone da noi compreranno cose utili, lo sforzo maggiore sarà capire con le nostre competenze cosa possiamo dare di utile, e vi insegnerò un modo facile facile per arrivare a questo nei prossimi post.

Spesso le cose utili non sono solo cose che svolgono un servizio o hanno una funzione, spesso anche le cose utili sono le cose che danno un piacere o un sollievo, quindi quello che noi punteremo è nel capire a fondo il Nostro Target Audience.
Concentreremo il nostro lavoro sul capire chi può essere interessato seriamente alle nostre competenze o ai nostri prodotti e come offrirle al meglio.

Come noterete in tutto questo non si è mai parlato di google, e generalmente la forza di tale approccio è così grande che funziona con o senza google.

Questo approccio al business online è completamente differente rispetto ai primi visti qui sopra, e quindi anche molto più articolato, e si rifà ad una dura legge della vita per fare soldi: “lavorare al meglio, lavorare duramente”.

Tutto questo sito è dedicato solo ed esclusivamente a questo approccio al business online, che pur comprendendo molti aspetti degli altri approcci appena visti di cui parleremo ampiamente, ha molto di più e lo vedremo avanti nel nostro percorso.

Nella prima parte del nostro cammino dovremo imparare a padroneggiare gli strumenti, come costruire un buon sito, quali strumenti usare per lavorare bene, come scegliere i nostri software, come impostare autoresponder, landing page e tutto quel che serve per avere online un portale di alto valore e saperlo gestire al meglio, in modo da arrivare preparati a sufficienza nel momento in cui ci occuperemo di progettare il nostro business online e mettere le basi per farlo funzionare.

Io opero sul mercato italiano, ma anche sul mercato spagnolo ed inglese, quindi questi concetti sono universalmente utilizzabili in queste tre lingue per la mia esperienza, dunque imparare da Pecora Mannara significa imparare un approccio che non conosce confini di indicizzazione e di lingua.

Buon lavoro Mannari!

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4 Comments  

  • Mirco

    E’ la prima volta che leggo un articolo sul guadagno-online impostato in questo modo. Forse chi parte da 0 non può cogliere pienamente il grande significato di questo articolo, ma già chi come me ne capisce poco (ma davvero poco) si rende conto della grande professionalità e allo stesso tempo la concretezza dell’autore di questo articolo. Complimenti!

    July 12, 2014 - 7:15 pm/ Reply
    • Pecoramannara
      Pecoramannara Author

      Caro Mirco, ancora grazie, mi lusingano le tue parole, spero che ti sia utile questo articolo.

      July 21, 2014 - 5:51 am/ Reply
  • luca

    mi sento veramente felice leggere i tuoi articoli andrea,il tuo modo di presentare le cose mi fanno capire realmente quanto vale la tua competenza.
    è gia un po di tempo che cercavo un modo per un’attivata online e leggendoti ,spero di potere trovare qui sotto la tua guida il maestro che cercavo per colmare la mia fame di sapere informatico.
    Chapeaux mon grand

    August 27, 2014 - 12:51 am/ Reply
    • Pecoramannara
      Pecoramannara Author

      Grazie Luca, che bel complimento! Mi impegnerò al massimo per soddisfare questa sete! :D

      August 27, 2014 - 5:25 am/ Reply

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