Cosa sono i link: Tutto quello che non hai mai osato chiedere

Cosa impareremo in questo articolo:

  • Cosa sono i link
  • Cosa sono i backlink
  • Cosa è l’anchor text
  • Cosa sono gli algoritmi di google

Oggi parliamo di link, cercherò di rispondere in modo semplice alla domanda “cosa sono i link ed i backlink ?”

Cercherò di affrontare l’argomento in modo semplificato, per renderlo comprensibile poi andremo un po’ più in profondità per farci un’idea di come stanno davvero le cose.

Partiamo innanzitutto dal concetto di base, che cos’è un link?

Se clicchi il testo qui sotto come forse già sai, vieni rimandato ad un’altra pagina che può essere interna al mio sito, o anche ad un sito esterno, questo collegamento è il link:

Questo è un link

In questo caso questo link non porta da nessuna parte, ma solo perchè l’ho fatto rimandare a questa stessa pagina.

Ma com’è fatto un link?

Tutte le pagine web sono fatte in HTML, un linguaggio semplicissimo che per lo più serve per ottenere una corretta impaginazione.

Grazie a questo codice si possono ottenere i grassetti, i corsivi, i paragrafi, le tabelle, e tante altre cose, tra le quali i link.

Per scrivere un link in HTML si usa questo codice:

<a href=”http://www.ilsitodidestinanzione.com”>Clicca qui</a>

In particolare vediamo il comando <a che apre il link, la parola href=“ che identifica la pagina di destinazione.

Che cos’è l’anchor text?

L’anchor text, è il testo contenuto tra i segni > < e cioè il “ Clicca qui “ e sempre in riferimento al codice pubblicato sopra in fine si vede il tag di chiusura </a>

L’anchor text gioca un ruolo fondamentale nella storia dei link, perchè è così che negli anni i motori di ricerca hanno capito di cosa trattavano le pagine di destinazione.

E cioè se al posto di clicca qui avevo molti link ad una pagina con ad esempio un anchor “Animali” per i motori di ricerca la mia pagina parlava di animali.

Il codice sarebbe stato questo:

In questa pagina parliamo di <a href=”“http://www.ilmiosito.com/pagina””>Animail</a>. La natura…

E quello che appare al lettore è:

In questa pagina parliamo di Animali. La natura…

Cliccando sul link in questo caso veniamo rimandati a wikipedia una pagina che parla di animali.

Questo era il metodo con cui era più semplice identificare cosa fosse il contenuto della pagina di destinazione.

Ora che abbiamo più chiaro come funziona un link, vediamo nella storia come sono andate le cose.

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Perchè i link sono una cosa così importante?

Agli albori i motori di ricerca, basavano i loro risultati solamente sulle parole chiavi dichiarate dai webmaster per il loro sito.

Bastava inserire in un codice HTML specifico per i motori di ricerca, nascosto agli occhi dell’utente, una lista di parole separate da virgola.

Ma presto i SEO capirono che così si otteneva più visibilità, ed iniziarono a capire come utilizzare questo sistema a loro vantaggio…

Con il tempo quindi e con l’aumentare dei siti, si è trasformato in un elemento inefficiente, perchè la comunità SEO a analizzando i risultati dati dal sistema, capì presto che più keywords si mettevano e più si ottenevano risultati.

Uno degli scopi fondamentali di chi fa SEO, soprattutto se SEO più spinta (Black hat) è quello di cercare di manipolare i risultati su google a suo vantaggio.

Quindi possiamo dire che la comunità SEO aveva capito che così si potevano ingannare i motori di ricerca e i motori di ricerca si sono dovuti organizzare per non essere ingannati.

Prima di procedere nella storia facciamo però un piccolo ma doveroso appunto.

La SEO blackhat e la whitehat per i Mannari e non per i SEO mortali.

Qui siamo su pecoramannara, quindi mi aspetto che non si pensi come le pecore, ma che si ragioni in modo più mannaro, quindi dobbiamo aprire gli occhi e sapere davvero come stanno le cose.

Per tutti i SEO “Chierichetti” e cioè, per tutta la comunità SEO che vede in Google un dio al quale credere ciecamente, la SEO black hat è il male, e la white hat è il bene.

Sebbene la SEO Black hat sia tanto biasimata e Google cerchi di combattere le pratiche black hat (SEO Nera, quella fatta in modo supermannaro), quello che in effetti sappiamo della SEO anche le pratiche oggi considerate White hat cioè la così detta SEO Bianca, (quella buona?!?!?), sono tutte frutto delle conoscenze derivate dalle pratiche Black Hat.

Ovviamente in Google lavorano continuamente per cercare di rendere i loro risultati sempre meno manipolabili.

Quindi nella storia i motori di ricerca hanno introdotto l’analisi dei link e degli Anchor Text oltre alle keywords dichiarate ed hanno sempre di più perfezionato il metodo per l’analisi di questi ed altri elementi.

In particolare, il vero protagonista di questa battaglia è Google, sia per la qualità del suo lavoro che per la popolarità raggiunta come motore.

Procediamo con la storia dei Link e perchè sono così importanti.

Quindi abbiamo visto che mentre prima Google si accontentava della dichiarazione delle keywords fatta dal webmaster, poi ha iniziato a “contrare” i link che da altri siti portavano al nostro sito, i cosidetti Backlink.

Quindi fino a qualche anno fa, se c’erano molti siti che collegavano il mio sito tramite dei link con lo stesso anchortext, il mio sito riceveva un beneficio di posizionamento per quella parola chiave.

E cioè se avevo 10 siti che mi davano un link come “SEO mannaro” mi posizionavo per quella parola meglio di chi ne riceveva 9.

Ma presto i SEO capirono che così si otteneva più visibilità, ed iniziarono a capire come utilizzare questo sistema a loro vantaggio…

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Così, la comunità SEO (black) ha analizzato e capito anche questo, e quindi da qui hanno iniziato a manipolare anche questa parte, trovando il metodo di acquisire link in modo artificiale così da controllare con che anchor text ci collegavano.

Ovviamente Google rimane fortemente orientato ai link e quindi comunque il link (o per meglio dire l’attività di link building) è e lo sarà ancora per molti anni a venire l’attività principale.

Quindi come si è evoluta questa cosa dei link? Sono arrivati gli algoritmi

Oggi stiamo assistendo a grandi cambiamenti di algoritmo, come il Panda per i contenuti ed il Penguin per il profilo di link, e tanti altri come il Maverick, etc… però cosa sono tutti questi cambiamenti? A che scopo esistono?

Google (a quanto dicono in google) cerca sostanzialmente di scovare i siti di alta qualità e cioè i siti che “secondo Google” non stanno manipolando la SERP (le sezione dei risultati gratuiti di google) ma anche i siti i cui contenuti in qualche modo dovrebbero essere migliori di altri.

Quindi cercano di migliorare costantemente i calcoli per l’analisi di un sito, e tramite questi algoritmi, dare dei voti di qualità ai siti in questione.

Sono come dei setacci a cui viene fornita una lista di siti iniziale, e man mano che passa di setaccio in setaccio, questa lista viene filtrata e si riduce.

Alcuni siti, a volte vengono filtrati come siti di qualità non sufficiente, e quindi non arrivano alle prime posizioni, o addirittura vengono scartati dai risultati del tutto, se gli algoritmi li segnalano come SPAM.

Queste perdite di posizione sono le cosiddette penalizzazioni.

Per chi vuole rompersi la testa, facciamo un esempio più approfondito:

Il primo algoritmo di google (il primo google) è segreto, e ovviamente lo mantengono tale, perchè altrimenti si potrebbe rifare google.

Sono segreti anche tutti gli algoritmi successivi, sia per segreto professionale, sia perchè così nessuno lo può manipolare, quindi è come se io avessi un magazzino pieno di milioni di semi di una pianta, e ne devo selezionare solo poche migliaia.

Una parte di questi semi la seleziono io, diciamo qualche milione, e poi li passo ad un laboratorio che li filtra ancora in base a dei parametri che io non conosco precisamente.

Questo laboratorio dopo il secondo filtraggio, li passa ad un altro, che applicano sul campione, altri parametri di analisi fino a far arrivare di nuovo a me, dai milioni di semi che avevo spedito al primo laboratorio solo un centinaio di semi per il mio campo.

Cosa è successo nel frattempo?

Ovviamente gli algoritmi di Google non sono esenti da errori, e di casi per dimostrarlo ne abbiamo moltissimi, e da mannora, spesso penso che Google non penalizza i cattivi, ma i troppo bravi…ma questa è un altra storia.

E oggi come stanno le cose?

Oggi ci sono moltissimi fattori che influiscono sul posizionamento di un sito.

In genere si dividono in “fattori esterni” e “fattori interni”.

Giusto per accennare qualcosa al riguardo, senza uscire troppo dallo scopo del post, nei fattori esterni abbiamo chiaramente tutto quello che avviene al di fuori del sito.

Come fattori interni tutto quello che è sotto il nostro controllo all’interno del sito.

I backlink, che abbiamo capito essere i link che arrivano dagli altri siti verso il nostro fanno parte dei fattori esterni, però oggi ci sono altri fattori esterni, come i social network, i mi piace di facebook, i +1 di Google Plus, i tweet, e molti altri fattori esterni.

Ad esempio la densità di parole chiave e non solo, è diventato un fattore rilevante sia esterno che interno, per valutare la qualità di una pagina.

Quindi, attraverso queste ed altre analisi MOLTO più approfondite Google intuisce la qualità della pagina che ci da il link, e della pagina che lo riceve.

Lo fa sia sui link esterni che sui link interni, attribuendo a questi differenti valori.

Abbiamo capito dunque che i link non hanno perso il loro valore come si sente spesso dire, ma è solo cambiato il modo in cui viene loro attribuito, ad esempio, oggi, avere i backlink che puntano al nostro sito con la parola chiave specifica per cui vogliamo posizionare è diventato penalizzante.

Adesso ci sono le co-citazioni, e quindi se vengo citato (linkato e forse anche non linkato) nello stesso articolo con un altro sito autorevole nel mio stesso settore ne ottengo un beneficio

Poi c’è il panda, che è un algoritmo che si occupa del controllo della qualità del contenuto, ed il penguin per la qualità dei link.

Quindi si sono valorizzati moltissimo i link interni, la qualità della struttura del sito, la qualità della pagina e molte altre cose che escono dallo scopo di questo articolo.

Insomma, ce ne sono di cose che servono a google per capire se il sito vale o meno.

Spero di essere stato in grado di dare una buona e semplice panoramica di cosa sono e come si sono evoluti i link.

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