Nuove regole per la vendita di beni digitali in Europa: Ecco l’Europa che ci porta nel futuro.

Questo articolo purtroppo è doveroso e parla di come saranno le nuove regole per la vendita online di prodotti digitali nella comunità europea.

Non è uno dei classici articoli di Pecoramannara, ma avendo molti clienti che possiedono questo genere di attività e che mi leggono, e facendo spesso anche consulenza per tecnici del settore mi vedo costretto a scrivere questo pezzettino pronto per il 2015.

E se vivete in Europa o fate business con l’Europa, ecco cosa vi aspetta:

Riassumo rapidamente le nuove regole:

Dal 1 Gennaio 2015 per chiunque acquisti prodotti digitali come ad esempio Broadcasting, Servizi digitali di ogni tipo, materiale in Download, e-book etc… le imposte (VAT e IVA) vanno pagate secondo il paese di residenza dell’acquirente: Direttiva 2008/8/CE

Ecco qui una risorsa (dal governo inglese)che lo spiega meglio:

https://www.gov.uk/government/publications/revenue-and-customs-brief-46-2014-vat-rule-change-and-the-vat-mini-one-stop-shop-additional-guidance/revenue-and-customs-brief-46-2014-vat-rule-change-and-the-vat-mini-one-stop-shop-additional-guidance

In sostanza tutte le aziende che vendono in Europa dovranno adeguarsi a queste nuove regole.

Corretto o meno che questo sia spendo una parola in merito per dire che capisco e posso anche accettare un’eventuale regolamentazione che allinei quella che è la regolamentazione digitale a quella che è attualmente la regolamentazione sui beni fisici.

Tuttavia vedendola dall’estero non posso che dire che invece di andare avanti noi andiamo come sempre all’indietro e se esiste un modo per aiutare l’imprenditoria e dare forza al nostro paese (in questo caso ai nostri paesi), non siamo proprio in grado di prendere quella strada.

Ancora una volta a mio parere la scelta sbagliata deriva dall’avidità e come è successo per la Spagna con Google News, mi chiedo quanto questa azione chiuderà ulteriormente le porte del mondo digitale in questa antica (per non dire altro) Europa.

Tuttavia non essendo io un politico grazie al cielo non mi devo preoccupare di questo ma di avvisare chi mi legge di un altro aspetto abbastanza importante, e cioè come funzioneranno le procedure di verifica della transazione online e della residenza del soggetto.

Come adeguare il vostro sistema di e-commerce o di vendita digitale alle direttive europee del 2015.

Per far rispettare queste regole sono stati imposti dei controlli digitali e degli adempimenti aziendali alquanto “impegnativi” … come sempre la semplificazione … (qualcuno ha detto qualcosa?)

– Non ridere. –

Questo è il punto che può interessare maggiormente chi vende prodotti digitali di qualche tipo e se hai una compagnia che vende in Europa, che sia interna o esterna al mercato Europeo devi sottostare a queste regole:

 

  • Calcolare le imposte sul valore aggiunto del tuo prodotto venduto in base al paese di residenza del cliente
  • Convalidare dove il cliente è localizzato memorizzando 2 “prove” non in conflitto (cioè che verifichino l’effettiva residenza) nel tuo database, come ad esempio l’indirizzo inserito dal cliente e l’indirizzo IP dal quale viene richiesta l’operazione.
  • Riportare le imposte sul valore aggiunto generate ad ogni stato UE (qui purtroppo sarà da approfondire, ma ritengo che si intenda agli stati per cui sono state generate imposte sul valore aggiunto).

 

Per il punto 3 per chi ha sede fuori dall’Europa oppure in Inghilterra può far riferimento al servizio MOSS (Mini One Stop Shop) https://www.gov.uk/register-and-use-the-vat-mini-one-stop-shop che in sostanza vi permette di automatizzare il processo di pagamento delle varie Imposte sul Valore aggiunto nei relativi paesi.

Ma a quanto sembra anche nella regolamentazione di chi può essere un possibile candidato all’utilizzo del MOSS ha delle importanti restrizioni, perché non sarà sufficiente avere un’azienda fuori Europa o in Inghilterra, ma bisognerà non avere nessuna società stabilità in altri paesi europei per beneficiare di tale servizio.

Ma sicuramente anche noi Italiani avremo un servizio che ci aiuterà ad adempiere ai nostri doveri nei confronti degli altri paesi Europei in modo facilitato quanto prima.

Sottolineo che queste informazioni potrebbero essere imprecise e lascio ad ognuno il compito di verificarle di persona prima di prendere per oro colato quanto riporto.

Al momento alcune informazioni le stò riprendendo rapidamente dagli articoli presenti sul sito del governo inglese dove sicuramente troverete delle notizie più attendibili e dalle fonti ufficiali che riporto a fondo articolo.

 

Cosa comporta questo per il mercato Italiano?

Prima di tutto bisogna fare una considerazione e cioè che tutte queste transazioni intaccano solo quello che è il mercato Business to Consumer, cioè al cliente finale, ma tuttavia per garantire che le transazioni siano realmente B2C anche queste vanno verificate.

Poi al momento in cui scrivo non sembra ancora emesso un decreto legislativo a regolamentare la vendita in Italia, o almeno io (e Google) non ne siamo a conoscenza parrebbe.

Tuttavia prima o poi arriverà, e in parole povere il vostro sistema di vendita dovrà essere in grado di:

  1. Verificare la reale residenza dell’acquirente registrando nel database 2 prove di tale residenza non contrastanti tra loro
  2. Verificare che si tratti effettivamente di una transazione B2C e non B2B
  3. Generare un report o una distinta che vi permetta di identificare e comunicare ai vari paesi dove avete venduto i prodotti le singole imposte sul valore aggiunto che avete generato.

 

Possessori di Woocommerce siate Felici!!

Per chi possiede WooCommerce e deve adeguarsi con le nuove regolamentazioni l’operazione è abbastanza semplice perché il team di sviluppo di Woothemes ha creato un plugin gratuito ad hoc per l’occasione: Taxamo – www.woothemes.com/products/woocommerce-taxamo/

Basterà installarlo e configurarlo ad hoc e vi permetterà di gestire tutte queste incombenze digitali in automatico.

Per quanto riguarda Prestashop invece credo che il plugin più indicato sia questo di cui riporto il link qui sotto. Purtroppo non è gratuito ma ha un prezzo accessibile, e sono convinto che per chi usa Prestashop cercando a fondo si trovino anche soluzioni alternative:

EU VAT and client group Module

Magento invece ho trovato questi due moduli:

http://www.magentocommerce.com/magento-connect/eu-vat-enhanced.html

http://www.magentocommerce.com/magento-connect/euvat-tax-calculation-for-eu-based-ecommerce.html

Per quello che riguarda poi il pagamento delle imposte ai paesi relativi a dove avrete venduto i vostri prodotti digitali, questo lo dovrete valutare con il vostro commercialista.

Se volete approfondire le nuove riforme Europee riguardo al mercato digitale condividi il box qui sotto e avrai una buona lista di fonti ufficiali e non ufficiali con realtivi link dalle quali avere tutte le informazioni necessarie.

Ti prego di condividere l’articolo in modo che tutte le persone che hanno la necessità di essere informate in questo ambito possano ricevere questa informazione:

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E alcune risorse non ufficiali ma attendibili:

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AVVERTENZE:

Prima di chiudere questo articolo è doveroso dire quanto segue:

In quanto materia fiscale, non mi assumo nessuna responsabilità per eventuali errori riportati nell’articolo. Rimando chiunque abbia necessità di avere informazioni corrette in merito a leggere tutti i decreti e le comunicazioni e documentazione delle fonti ufficiali, inoltre vi ringrazio se contribuirete nei commenti a migliorare e completare questa informazione ed eventualmente correggere eventuali errori.

 

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