Come raddoppiare le visite del tuo sito con un metodo che non esiste

Questo articolo è ispirato da una discussione avuta con Giorgio Tave in un post del forum GT, forum al quale, se sei una persona che vuole entrare seriamente nel mondo della SEO dovresti partecipare.

E’ un post controverso perchè giustamente va contro quello che è il pensiero di una parte della comunità SEO italiana e a degli studi che dimostrano quando questo post che stò per scrivere sia sbagliato.

Ma io non sono alla ricerca della verità, ma dei risultati, per dirla in termini storici, non sono interessato a sapere che la terra è il centro dell’universo perchè dalla mia osservazione non lo è. (Galileo Galilei).

Il titolo quindi vuole essere provocatorio, proprio perché provocatoria e controtendenza è la visione pratica della cosa che voglio dare.

La metto subito semplice, Giorgio ha ragione quando dice che la keywords density non esiste. Ma io non vedo un modo pratico per poter applicare tali studi che mi porti allo stesso risultato di questo metodo empirico che presenterò in questo post.

Tra un minuto ti spigherò il grafico qui sotto e come da 1200 visite al giorno riducendo di 1 o 2 parole chiave la densità nel testo ho superato le 2700 visite in 4 mesi.

aumento-visite-sito-a

Ma prima voglio fare un’introduzione così che tu possa capire la mia teoria e il vero messaggio che volgio dare.

Aggiornamento – Anche il Tagliaerbe ha qualcosa di interessante da dire

Questa mattina proprio mentre la discussione sul Forum GT è ancora aperta ritrovo su facebook questo articolo del tagliaebre (Davide Pozzi).

Un articolo provvidenziale che introduce un concetto che sembra molto affine alla nostra metodologia di analisi e dove nell’articolo spiega come Google abbia dichiarato qualche tempo fa che per lungo tempo hanno utilizzato il principio dell’ TF-IDF (Term Frequency–Inverse Document Frequency) come fattore di ranking, fttore che a parere condiviso ancora utilizzano probabilmente in una forma più evoluta.

Il TF-IDF è in sostanza la quantità di parole chiavi presenti nel testo rispetto a quanto ci si aspetta che compaia, questo argomento doveva essere introdotto a questo punto prima che tu prosegua nella lettura perchè sono certo che completerà la tua analisi proseguendo nella lettura del testo.

Un passato sempre presente

Studiando come funziona un motore di ricerca è evidente che la complessità delle analisi non ha nulla a che fare con la keywords density.

Giorgio cita una frase che scrisse Enrico Altavilla in questa discussione.

Al tempo pecoramannara ancora non esisteva ed io ero registrato nel forum con un altro pseudonimo e quella discussione come altre presenti online sono state quelle che mi spinsero ad iniziare a studiare proprio come funziona un motore di ricerca.

Giorgio dice: “L’influenza di un termine in un documento non è linearmente proporzionale alla quantità di volte in cui il termine appare.”

La frase tradotta in versione più semplice significa che se aumenti le parole chiavi non è che posizioni meglio.

Influenza (quanto conta) il termine (parola chiave) linearmente proporzionale (più la metti più conta) alla quantità di volte in cui il termine appare.

Certo, è vero questa è SEO di 30 anni fa, ma le parole chiavi allora non contano più? Non sono mai contate? Davvero?

Come funziona un motore di ricerca

funzionano-motori-di-ricerca_600Per farla semplice per i motori non è una questione di quante parole chiavi ci sono in un testo, ma di come sono disposte geometricamente in uno spazio pluridimensionale.

E’ una spiegazione ultrasemplificata ed errata in realtà di quello che dovrebbe essere la teoria che regola un motore, tuttavia rende l’idea del perchè la densità di keywords non dovrebbe centrare.

Ho passato mesi a meditare su formule e codice in passato, ho avuto la pazza idea di costruire un generatore di testi che lavorasse in reverse engineering (che parolona) rispetto a quelli che erano i principi alla base che regolavano i motori.

Il risultato fu tanto eccellente quanto inutile perchè il software scriveva frasi altamente leggibili, ma prive di ogni senso.
Tipo: “L’elefante entrò nella sala e disse al gelato che la quarta dimensione non vuole essere parte della relazione di uno stereotipo”.

Racconti a parte quindi c’è un qualcosa che è più di una teoria sul fatto che queste logiche portino effettivamente ad un vero risultato, ma anche credo che non dovrebbe essere considerato un dogma il fatto che la keywords density non serve a nulla sebbene questo sembri vero e dimostrabile.

Perchè insisto col parlare di questi studi come teoria e non come dato di fatto? Beh, davvero pensi di sapere come funziona Google? Mhhh…

Tutto quello che è stato scritto sull’argomento è francamente convincente, tuttavia l’esperienza rende evidente che manca qualcosa, ed i risultati che ti riporto qui sotto mi spingono a chiedermi, dovrei rivedere questa teoria e depennarla dalle possibili soluzioni ? Al posto mio cosa faresti?

3 minuti spesi bene se vuoi ottenere risultati dal tuo lavoro.

Ti racconto una storia e poi vediamo i grafici.

E’ una storia che a mio parere ha dell’umiltà (non umiltà mia che sia chiaro) e insegna che a volte saper fare vale di più di mille studi.

Io sono una persona pratica, nel vero e proprio senso della parola. Per i lavori manuali intendo, ne sono portato.

Mi piace l’arte, la musica, dipingere, mi piace lavorare il legno il ferro e tante altre cose.

lucidature-stoppino-e-seoE una decina di anni fa forse qualcuno di più ho iniziato a studiare la verniciatura a tampone o “stoppino” per chi è delle mie parti.

Sono uno pratico, ma anche mi piacciono gli enigmi e sono curioso e quindi quando mi si mette di fronte ad una cosa nuova da imparare il mio primo approccio è scientifico non pratico.

Tanto ho studiato dai Guru della verniciatura che avevo iniziato a farmi le mie vernici, ma nonostante i tanti GURU della verniciatura, non avevo ancora visto nessuno di loro farla davvero.

Così un giorno una persona mi indicò un possibile “insegnate”. Mi ricordo le parole che mi disse: “Vai da lui, lui lucida con gli occhi”. (E’ una storia vera, non è una storiella).

Un lucidatore di 88 anni che si ubriacava con l’alcol che si usava come solvente, mi ha preso la mano e mi ha detto, non così, fai così e in meno di 10 minuti la mia lucidatura fu perfetta.

Quel signore non sapeva la teoria ma era l’unico che veramente verniciava davvero.

Non significa che non sia giusto studiare, migliorare, trovare nuovi modi, capire come funzionano i motori e creare e capire nuovi e fantastigliosi metodi per fare meglio, ma in mancanza d’altro, questo è quello che abbiamo.

Basta racconti quindi. Parliamo di risultati.

Questa è la case history che ho citato proprio sul forum dopo l’intervento di Giorgio, e cioè due siti in questo caso specifico che sono stati posizionati solo facendo attenzione ai link (interni ed esterni) e a conservare con una certa precisione una determinata densità di keywords.

Nessuna attività di Social, nessuna mail, nessun banner o click comprato, nulla, solo visite derivanti da Google con puro testo e attività di link building.

crescita-organica-sito

Credo che il grafico parli da solo.

Come si vede lo screenshot è di adesso.

Non lasciarti impressionare dal fatto che le visite non siano migliaia, questi siti non sbagliano una keywords, sono tutte keywords che convertono.

Non avendo nemmeno un profilo social connesso tutte le visite arrivano solo da Google, non sono visite derivanti da referral o campagne e per capire come sono posizionati in modo chirurgico ecco un piccolo screenshot delle parole chiavi:

keywords-hit

E’ abbastanza facile notare che sono perfettamente ben calibrate. Qualsiasi cosa ci sia dietro la parte nascosta, che siano scarpe da tennis o macchine da cucire o altro, hanno decisamente una buona visibilità.

Questa crescita così regolare è a mio parere da tenere in considerazione seriamente, quante volte ti è capitato di vedere una linearità così perfetta nella crescita organica?

E questo non è il risultato di filosofie ma di sporcarsi le mani seriamente e anche se sono convinto che tutte le teorie sui motori sono reali e che dovrei smettere di credere nella keywords density, al posto mio lo faresti?

Il secondo sito è questo:

secondo-posizion

 

Ed ora per presentare quali risultati questa metodologia di lavoro porti ecco i risultati applicati ad un sito sul mercato italiano dove siamo passati da circa 1200 visite al giorno ad oltre 2700 visitatori unici al giorno in 4 mesi modificando la densità delle keywords nella maggior parte dei casi di 1 o 2 parole chiavi, bada bene che non ho scritto “riducendo” ma modificando.

aumento-visite-sito-a

Quindi penso che i risultati parlino da soli. La teoria è che la Keywords density non c’entra con le analisi che i motori di ricerca fanno e ribadisco che non è certo il fulcro centrale di questa alchimia, è solo una parte che però se variata cambia il risultato.

Dal mio punto di vista non avrei potuto rinunciare a tale misurazione, perchè se non avessi impostato una certa densità di parole chiavi sono certo che il risultato, lasciando il testo a discrezione del copywriter non avrebbe funzionato, non importa quanto qualitativo e ben scritto fosse.

Che keywords density hai usato?

Qui c’è il trucco, e a mio parere anche l’incomprensione.

Cosa significa badare alla keywords density nel 2014 quasi 2015 ?

Nella maggior parte dei casi, si pensa che quando uno dice di badare alla keywords density allora stiamo parlando di percentuali fisse, tipo, resta sotto il 3% e otterrai il risultato.

Questo potrebbe avere senso a mio parere se stai facendo Keywords stuffing cioè costruendo pagine zeppe di keywords e quindi penalizzabili, ma non è questo il caso.

Qui passiamo da 3 a 4 volte il termine ripetuto, magari 5, a volte due, quindi le variazioni sono minime, non certo 30 keywords alla volta.

Non è questo quello che intendo come keywords density non sono tanto ingenuo.

Il risultato di quante parole chiavi usare deve avere 2 specifici elementi.

1) Deve essere parte di una strategia globale, non può essere considerato un fattore a se stante

2) Dipende da uno studio su quelle che sono le densità di keywords usate dai competitor in un determinato contesto.

Si rifà ad una logica comprensibile e cioè che  analizzando i risultati in serp si possa estrapolarne un indice che permetta di capire se c’è una “logica” nella densità di parole chiave comune ai competitor.

Forse sarà una casualità ma ti ricordi l’analisi sulle parole chiave fatta nel sito di Aranzulla? Ti sembra tanto casuale?

Certo, non stò dicendo che sono metodi scientifici, sono metodi empirici, non partono da un fondamento scientifico, partono da un osservazione dei fatti ma mi sembra funzionare.

Avete domande sul metodo? Beh Rispondo io

So che questo articolo può risvegliare tante domande e che qualche SEO mi manderebbe al rogo, quindi vedo se riesco a rispondere ad alcuni possibili dubbi da subito e magari ad evitare il patibolo.

E’ al keywords density che fa la differenza quindi?

No. E’ per questo che voglio dare ragione a Giorgio Taverniti perchè l’umiltà stà nel capire che sempre si può sbagliare.

Non ho dati a sufficienza per dire che il fatto di operare in questo modo non metta in moto una serie di parametri differenti che casualmente si allineano, come il fatto di costruire casualmente una giusta geometria del testo, o non attivare alcuni filtri, o creare delle zone di testo specifiche etc… tuttavia non è stata data attenzione a nessuna di queste cose se non solo a rispettare una certa densità di keywords.

La differenza la fa la strategia, la qualità del lavoro, i link interni ed esterni ma in essa anche si usano degli strumenti per verificare la densità delle parole chiavi. Molti strumenti professionali come la SeoPowersuite si rifanno a questo principio e a tutt’ora per tantissimi è un parametro che ha un senso.

E’ un risultato ripetibile?

Direi proprio di si a quanto pare, ad ora i siti posizionati sono più di 100.

E’ un risultato scientifico?

Direi proprio di no, nulla di scientifico nella SEO a mio parere veramente funziona, scientificamente parlando la complessità è troppo elevata, servirebbe un altro Google per decifrarla.

Basta cambiare la keywords density ed il sito funziona?
Assolutamente no! Non è questo lo scopo dell’articolo, ma la keywords density è una delle componenti a cui in questi test si è portato seriamente attenzione.

C’era attività spam o di keywords stuffing nel sito?

Ma nemmeno per idea, sono siti di un livello di qualità accettabile, non certo a livello di pecoramannara a mio parere, ma poi sarebbe da definire cosa significa qualità, forse pecoramannara non è così qualitativo come io credo.

Usi sinonimi?

Si certo, anche questo è una componente del metodo, e anche la prominenza delle parole è stato un elemento personale che ho inserito nel metodo tuttavia so di chi ha ottenuto gli stessi risultati senza badare alla prominenza nel testo.

Basta scrivere un articolo con questo metodo e tutto funziona?

No di certo è un lavoro abbastanza impegnativo che è durato a lungo come si vede dai grafici.

C’è attività di link building?

Nei primi due casi si, assolutamente, anche se andrebbe analizzata con attenzione perchè non devia traffico.

Nel terzo, quello che supera le 2000 visite al giorno invece no, però ci sono già dei link presenti ovviamente.

Ce lo puoi spiegare?

Si, posso insegnarvi a farlo lavorando per qualche mese insieme a seconda del settore in cui si va ad operare e del tipo di progetto.

Perché è una questione di settore? Perché occorre tanto tempo?
Non serve tanto tempo, in termini di ore settimanali a parte il primo approccio che richiede alcune competenze, poi di lavoro per raggiungere il risultato c’è davvero poco, parliamo davvero di due post a settimana però in corso d’opera poi sorgono tante domande e le cose vanno assorbite un po’ alla volta.

Per raggiungere il risultato serve applicarsi con una certa costanza nel tempo. Il metodo parte da uno studio sulle parole chiavi e da un analisi abbastanza approfondita della nicchia in cui si opera.

E’ un metodo duraturo?
Dipende da come lo si approccia, i primi due siti che vedi no, solo perchè sono parte di un esperimento estremamente spinto che presto o tardi verrà penalizzato. Mentre il terzo assolutamente non ha rischio, è un sito di qualità che ha fatto la sua evoluzione in modo naturale.

Questi siti subiscono penalizzazioni?

Aggiornamento: Visto una domanda che ho ricevuto sui commenti, ed una diretta via email vedo che questo post ha riscosso più interesse di quello che immaginavo.

E vorrei dare completezza all’informazione. Questi siti sono “Carne da macello” in un certo senso, sono dei test e sono seriamente forzati, ovviamente i link non sono naturali. E’ proprio una sorta di zona test. Il 50% dei siti della rete sono già stati penalizzati con l’Update di Penguin, per questo motivo asserisco che sono siti rischiosi.

Tuttavia il momento della penalizzazione è stato particolare, perchè non è stato penalizzato il network, ma solo una parte di siti che sono stati condivisi via piattaforma specifiche. Tuttavia lo scopo dell’articolo non era ne insegnare questi siti, ne dimostrare qualcosa, anzi, sono pentito di averne parlato.

il solo scopo dell’articolo era di dare un punto di vista su una visione della SEO che seppur “praticona” ha un suo perchè.

Lo usi su Pecoramannara?

No, come scrissi all’inizio, pecoramannara è un esperimento tutto a se e ha due scopi ben precisi.

Uno SEO / Marketing che oramai è quasi assolto e stà per entrare in una nuova fase diciamo, perchè mirava a capire quanto un sito fosse in grado di produrre visite in modo realmente naturale seguendo le filosofie di tanti GURU italiani e le regole che Google detta, senza dover sovraprodurre contenuti e link ma lavorando come un essere umano con una conoscenza media farebbe.

E in seconda battuta vuole essere un po’ una spinta per un mondo di persone che vorrebbero raggiungere dei risultati ma non gli vengono mai date delle soluzioni raggiungibili se non tanta filosofia che confonde e disorienta.

Non che io non approvi e non condivida i metodi di tanti miei colleghi, ma a pelle il GURU mi prude.

Se hai seguito tante conferenze, fatto corsi speso soldi per ascoltare tante bellissime teorie ma alla fine ti stai chiedendo ancora cosa dovresti fare, ecco, è quello che intendo.

Comunque no, io non lo uso nelle mie attività quotidiane su Pecoramannara, lo uso su altri tipi di attività, tuttavia in futuro potrebbe accadere che parte di questa cultura la possa applicare anche qui.

Gli aspetti applicati al cliente tuttavia ripeto che sono assolutamente leciti e decisamente white hat, è solo stato un cambio nel modo di scrivere.

I siti in questione sono sul mercato Italiano?

Solo uno di essi, gli altri due sono sul mercato americano. Il motivo della scelta è per una questione di guadagni. Il mercato americano è più abituato ad acquistare online e quindi i siti ottengono migliori risultati li, quanto questi domini raggiungeranno un volume di 3000 / 4000 visite al giorno saranno molto più produttivi in un mercato ricettivo come quello internazionale che in quello nostro nazionale.

Inoltre non vivendo più in Italia da anni non sono molto interessato al mercato italiano se non per una questione di amore personale.

Sei un SEO migliore adesso?

Se fossi un SEO forse adesso sarei migliore.

Guadagnando online vivi bene?

No, faccio una vita di merda :D

guadagnare-online-non-è-male

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10 Comments  

  • Cristian

    Articolo molto interessante che ricalca una mia certa idea che però a me ha portato ad una penalizzazione, evidentemente tu lo sai fare molto meglio :-(

    October 27, 2014 - 8:37 am/ Reply
    • Pecoramannara
      Pecoramannara Author

      Ciao Cristian, se parliamo dei siti 2 e 3 nello specifico sono certamente soggetti a penalizzazione per come sono concepiti. Anzi, diciamo che in un certo senso sono proprio carne da macello, perchè anche capire quando vengono penalizzati è parte del test. Uno dei due attualmente non l’ho più in gestione io e credo che sia penalizzato e se ancora non lo è lo sarà presto, perchè è stato condiviso un po’ troppo online diciamo. Tuttavia non so se hai capito la vera natura di questi siti, ma credo che tu abbia intuito di cosa parlo. Diciamo che se il lavoro è fatto bene hanno un buon grado di sicurezza comunque nonostante le dicerie. Dall’ultimo Penguin il 50% dei siti in test è stato penalizzato, parlo di quelli da poche visite, non certo quello del cliente, ma vedo che il restante 50% tiene.

      October 27, 2014 - 8:26 pm/ Reply
  • Domenico

    Grazie per l’articolo.Non lo condivido sui social perchè ho solo profili legati al mio sito che poco centra con la SEO, ma davvero una spiegazione a portata di tutti.
    PS vita di merda o no sinceramente un bagnetto in quell’acqua lo farei volentieri anche io.

    October 27, 2014 - 1:25 pm/ Reply
    • Pecoramannara
      Pecoramannara Author

      Eeeeh già. :D Non credere, non è tutto rose e fiori, tra siti inglesi, clienti e test passo settimane che mi siedo alla mattina e lavoro fino a notte tutto d’un fiato e spesso davvero il tempo è meno di poco, ma vivere in questo paradiso ha il suo perchè.

      October 27, 2014 - 8:20 pm/ Reply
  • fabio

    Ciao Andrea!
    Comincio subito con i miei complimenti per la tua vita di merda che fai …:D
    Tornando seri ti dico.. ottimo articolo davvero!

    Le teorie che riguardano la SEO sono un po’ come le teoria complottistiche di Adam Kadmon. La verita sta nel mezzo.

    Non occupandomi in maniera specifica di SEO, concordo col fatto che la key density è ormai un concetto “vintage”.

    Sono molto più propenso a creare risorse e articoli utili per la persone vere che concentrarmi interamente sulla SEO.

    Sarà un concetto detto e ridetto, ma se crei risorse che vanno a dare una soluzione ad un problema specifico, il tuo pubblico diventerà il tuo personale “spyder”.

    Ciò non toglie che la SEO sia fondamentale per un sito web, ma teoria personale, ad oggi, un post originale, una guida specifica, una selezione e catalogazione di risorse utili, sono più potenti di qualsiasi strategia SEO.

    Naturalmente ribadisco che è una mia personale opinione.

    Ps. Ti faccio i miei complimenti sinceri per questo tuo sito Meriterebbe maggiore attenzione visto la qualità delle risorse create da te.

    October 29, 2014 - 7:57 am/ Reply
    • Pecoramannara
      Pecoramannara Author

      Ciao Fabio, grazie per il commento. Sono d’accordo, l’utente finale è in effetti il punto d’incontro, tuttavia credo che il connubio perfetto sia sempre di più la somma delle due cose rispetto al passato perchè ovviamente come stò sperimentando siti totalmente SEO stò anche provando siti completamente naturali e la differenza è notevole. E come abbiamo discusso con Giorgio in effetti, sebbene la keywords density sia un concetto “inesistente” tuttavia in questo caso specifico gioco un suo ruolo. Io stesso sono incuriosito dal conoscere perchè.

      October 29, 2014 - 3:06 pm/ Reply
  • donato

    Ciao Andrea, ho visto che tra le domande nell’articolo rispondevi che è un metodo che puoi insegnare, volevo avere delle informazioni su come posso imparare i tuoi metodi, se ci sono corsi o ebook ecc… E volevo chiederti se con 2/3 blog di buon livello medio/alto i rientri potrebbero bastare per poter condurre una vita decente

    Grazie ancora

    March 9, 2015 - 3:48 pm/ Reply
    • Pecoramannara
      Pecoramannara Author

      Ciao Donato, si, sono metodi che si possono apprendere, sempre in evoluzione quindi, non sono cose semplicissime, ma a seconda dei risultati che si vogliono raggiungere ci sono vari metodi da implementare. Di solito per chi vuole imparare la strada migliore è quella di farlo sul campo direttamente, io ti seguo nella strategia, la si imposta e ti spiego come eseguirla e poi da li passo passo facendola impari a creare il risultato desiderato. Se ti interessa contattami tramite email o il modulo contatti che vediamo come fare.

      March 9, 2015 - 10:44 pm/ Reply
  • Simone

    Ciao Andrea, ormai sto spammando lo so, ma mi piace dire la mia xD Complimentoni per questo articolo, davvero ben spiegato. Secondo me la keyword density esiste e non esiste, un po’ come nella fisica quantistica xD Mi sto sempre di più convincendo che per Google siamo un po’ tutti “peccatori”, chi più e chi meno, dunque a mio avvisto l’ eccesso di keyword density è senza dubbio penalizzato.. Probabilmente, se da un testo tolgo quelle due o tre parole chiave e scopro che mi posiziono meglio, può darsi che non sono “meglio di prima”, tuttavia allo stesso tempo sono “meno peggio” di prima (in poche parole sto spammando meno). Personalmente è successo anche a me, togliendo un po’ di sale da qualche articolo troppo condito, ho notato miglioramenti, ma li vedo come un “meno peggio” proprio perché di base la SERP di google è, a mio avviso, non una classifica dei migliori, ma dei meno peggio :-)
    Un saluto e avanti così, ciao!
    Simone

    May 28, 2015 - 3:40 pm/ Reply
    • Pecoramannara
      Pecoramannara Author

      Ciao Simone! grazie per i complimenti e sono abbastanza d’accordo con quello che dici anche se vedo Google in effetti più come una macchina che come qualcuno che ama e odia. Ricambio il saluto!

      May 28, 2015 - 5:33 pm/ Reply

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